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PRESENTAZIONE

Questo spazio nasce dal desiderio della Società Italiana di Psicoterapia e Psicoanalisi Sándor Ferenczi di creare una rete di informazione e diffusione di una cultura di protezione e cura del trauma psichico. Disponiamo di dati allarmanti riguardo ai livelli di sofferenza e disagio psichico, pensiamo che la prima causa di malattia è la depressione e l’uso di psicofarmaci è al primo posto nel consumo di farmaci. In questo contesto l’attenzione all’esposizione delle persone a fattori traumatici diventa una priorità assoluta per comprendere in quali ambiti e in quali situazioni si creino le condizioni perché un individuo possa subire un trauma e come adoperarsi per sviluppare una società che si prenda cura dei bisogni e del benessere delle persone. In particolare l’infanzia e l’adolescenza sono le maggiori esposte al trauma psichico. 

L’OMS ha pubblicato nel 2013 un “Rapporto sulla Prevenzione del maltrattamento all’infanzia in Europa”, che ha illustrato nuovi dati drammatici sull’epidemiologia della violenza, secondo cui 852 bambini sotto i 15 anni muoionoogni anno in Europa per maltrattamento, 18 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale (il 13,4% delle bambine e il 5,7% dei bambini); 44 milioni di bambini sono vittime di violenza fisica; 55 milioni di bambini sono vittime di violenza psicologica. Sappiamo comunque quanto i dati siano sottostimati, e come sia difficile contattare realtà che purtroppo restano sommerse. Parliamo di infanzia perché è partire da lì che il trauma agisce sullo sviluppo psichico ed emotivo della persona con effetti permanenti che conducono alla sofferenza e al disagio psichici nell’età adulta, ma gli ambiti di cui occuparsi sono molteplici, pensiamo alla violenza contro le donne, alle tematiche relative ai profughi e rifugiati di guerra, ai soprusi e alle ingiustizie che colpiscono persone di ogni ordine e grado.

Si fa necessaria una riflessione che diventi anche cura e dedizione alla comprensione dei fattori che proteggono dal rischio traumatico e di quelli necessari al prendersi cura del trauma. 

La Società Italiana di Psicoterapia e Psicoanalisi Sándor Ferenczi, da anni si dedica al costante approfondimento del ruolo centrale del trauma tra le cause del dolore psichico, e promuove un atteggiamento di cura e di rispetto per il paziente traumatizzato, insieme alla ricerca di ogni tipo, situazione, trasmissione del trauma psichico, con un approccio interdisciplinare che integri visione scientifica e umanistica, nella valorizzazione dell’intersoggettività. Condividiamo l’idea che la relazione è il principale fattore di protezione e al contempo è proprio attraverso la relazione, una relazione abusante ad esempio, che si possono avere le forme di trauma più complesse e dolorose: il trauma relazionale. Partiamo dal cosiddetto “early relational trauma” dovuto a depressione o difficoltà che la madre ha vissuto nel passato o durante il periodo di maternità e che non consentono una sintonizzazione madre-bambino; al trauma da deprivazione, maltrattamento e abusonell’infanzia, fino alle forme così drammaticamente presenti nella società attuale di trauma massivo socialedovuto a guerre, persecuzioni e genocidi. I tre livelli possono cumularsi tra loro nel cosiddetto trauma cumulativo che porta grave disorganizzazione psichica e comportamentale. 

La mente infatti di fronte al trauma va incontro a dissociazione, è la dissociazione psichica dei contenuti dolorosi che permette alla persona di sopravvivere allo tzunami causato nella mente dal trauma, anche se a costo della propria identità e del riconoscimento della propria verità interna. La comprensione dei meccanismi psichici, tra cui la dissociazione, connessi al trauma è fondamentale per capire perché spesso sia difficile riconoscere sia in se stessi che nel prossimo vissuti traumatici. 

Per questo creare una rete di informazione, supporto, riconoscimento del trauma che coinvolga non solo gli studiosi della mente ma tutti coloro, dai pediatri, agli insegnanti, ai genitori, gli educatori che possono essere sentinelle preziose è il primo passo per creare una comunità in grado di farsi carico e di farsi “testimone” della verità e della sofferenza.