Perché una nuova società psicoanalitica.


di Pina Sciommarello

A Firenze, nel gennaio 2017, è stata fondata la Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia “Sándor Ferenczi” (SIPeP-SF), che costituisce un'evoluzione naturale maturata all'interno del campo germinativo della Renaissance Ferencziana nella quale hanno preso vita nel 2006 l'Associazione Culturale Sándor Ferenczi (ACSF) e nel 2015 l'International Sándor Ferenczi Network (ISFN).

Benché negli ultimi decenni, l'opera di Sándor Ferenczi, con le sue formulazioni innovative, sia stata riscoperta da autori di vari indirizzi teorici, il suo lascito tecnico scientifico si caratterizza per un approccio specifico, teorico e metodologico alle vicende umane.

Tale approccio parte dalla considerazione che, dal 1924 in poi, con Entwiklungsziele der Psychoanalyse (Prospettive di Sviluppo della Psicoanalisi), opera scritta da Ferenczi in collaborazione con Otto Rank, è venuto sviluppandosi un nuovo paradigma psicoanalitico non più fondato, come nella tradizione freudiana classica, su di un approccio unipersonale (erede questo della medicina ottocentesca e di un costituzionalismo mai del tutto superato, nonostante la rivoluzione epistemologica determinata dall’Autoanalisi del Fondatore), ma su un inedito modo di compartecipazione affettiva che, per prove ed errori, ha finito per porre al centro della seduta non più uno ma due inconsci, in stretta e incessante (ancorché non sempre consapevole) comunicazione fra loro: ciò che oggi noi chiamiamo un approccio bi-personale.

Da tale approccio discende un atteggiamento tecnico che non considera più quale principale strumento di cura l’interpretazione, ma guarda anche a quel “something more” più volte richiamato dalla psicoanalisi post-moderna; né d’altronde può più essere considerata irrinunciabile la “neutralità” dell’analista, aprendosi ampi spazi anche a una prudente e mirata self-disclosure, così come un’esperienza analitica troppo rigorosamente fondata sulla “frustrazione” ha da molto tempo cessato, a nostro avviso, di essere annoverabile tra i principali strumenti di cura e di cambiamento.

Fondare una nuova società psicoanalitica o psicoterapeutica che non aspiri a essere l’ennesimo “clone” di altre già esistenti, deve avere l’ambizione di partire dal proprio stesso impianto societario, per stabilire una rete di relazioni il cui fine è la trasmissione di un insegnamento che sia libero, per quanto umanamente possibile, da derive autoritarie, clericali, dogmatiche, “idolatriche”, capaci di promuovere un’identità genuinamente “laica” dello psicoanalista il cui fine primario sia quello di sviluppare libertà di pensiero, proprio e altrui.

A tale scopo, è centrale uno studio della storia della psicoanalisi definitivamente libera da ogni tentazione agiografica e autocompiacente e che sia in grado di affrontare con strumenti psicoanalitici l’evoluzione storica dei tre filoni principali: la teoria della mente e delle relazioni intrapsichiche ed interpersonali, quella della tecnica, e quella della formazione degli psicoanalisti.

Gli sviluppi contemporanei nelle diverse declinazioni relazionali, interpersonali e intersoggettive (la cui eredità deriva dalla progressione “sotterranea” del pensiero ferencziano mantenutasi viva lungo sessant’anni di damnatio memoriae del suo Autore) pone al centro dell’esperienza umana il ruolo del trauma tra le principali cause del dolore psichico e la necessità di riconoscere e ripristinare una verità, che sia stata cancellata, negata, dissociata per sopravvivere.

La SIPeP-SF si riconosce quindi nel considerare l'importanza dell'apertura verso l'intersoggettività, con un atteggiamento di sensibilità per i temi esistenziali, nella consapevolezza che l'ambiente culturale, le sue distorsioni, ingiustizie e ineguaglianze, producono le condizioni in cui il dolore psichico si alimenta, si diffonde e si trasmette lungo il corso delle generazioni, caratterizzando le diverse culture. Ciò che siamo è modellato dall'ambiente emotivo, culturale e sociale in cui viviamo. Il Gruppo è pertanto da considerarsi un importante strumento per la formazione analitica, le cui potenzialità trasformative consentono di leggere, tradurre e dare significati psicoanalitici alle dinamiche che lo attraversano anche nella complessa rete istituzionale.

Su tali basi si fonda e si caratterizza la SIPeP-SF, che promuove il proprio pensiero mediante l'approfondimento teorico, tecnico e clinico attraverso corsi, seminari, congressi, la pubblicazione di una rivista elettronica, la diffusione di scritti e la formazione di gruppi di lavoro, e soprattutto attraverso l’organizzazione di un proprio Istituto di Training dotato di una proposta didattica laica e innovativa. Un dialogo quindi tra la teoria e la clinica volto a offrire una formazione continua ai propri soci, e a un democratico confronto con le comunità psicoanalitiche esterne.

Pina Sciommarello

Presidente della Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia “Sándor Ferenczi”.

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